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Un pomeriggio per riaccendere le emozioni di un intero anno: l’evento conclusivo di “Una Notte al Museo”

23-12-2025 09:22

Redazione

News, Progetti dei centri,

Un pomeriggio per riaccendere le emozioni di un intero anno: l’evento conclusivo di “Una Notte al Museo”

C’è un momento, nei progetti educativi che funzionano davvero, in cui il risultato smette di essere una restituzione formale e diventa un’esperienza condivisa.

C’è un momento, nei progetti educativi che funzionano davvero, in cui il risultato smette di essere una restituzione formale e diventa un’esperienza condivisa. È quello che è accaduto ieri all’Istituto Comprensivo Pascoli-Crispi di Messina, durante l’evento conclusivo di “Una Notte al Museo”: non una semplice chiusura, ma un ritorno collettivo dentro un percorso che ha lasciato un segno.

 

Promosso dalla Fondazione Ebbene in collaborazione con l’I. C. Pascoli-Crispi e finanziato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito dell’Avviso Educare Insieme, il progetto è nato per affrontare una delle sfide più urgenti del nostro tempo: la povertà educativa. Lo ha fatto scegliendo una strada tutt’altro che scontata, quella della cultura come diritto, del patrimonio come bene vivo, dell’arte come linguaggio accessibile.

 

Nel corso di un intero anno scolastico, bambine e bambini sono stati accompagnati da docenti competenti in un viaggio fatto di visite guidate, laboratori artistici e didattici, digital storytelling, modellazione e clayanimation, teatro e danza. Attività svolte dentro e fuori la scuola, in un tempo educativo che ha saputo allargarsi, contaminarsi, diventare spazio di relazione e di scoperta. Non lezioni frontali, ma apprendimento esperienziale, capace di rafforzare competenze emotive, espressive e relazionali.

L’evento conclusivo ha restituito tutto questo con naturalezza. Le aule e gli spazi dell’istituto si sono trasformati in luoghi narranti: immagini, voci, movimenti, racconti digitali. Un racconto corale che ha permesso a famiglie, docenti e comunità di rivedere il progetto nella sua interezza, riconoscendo il valore di ogni singolo passaggio.

Un passaggio chiave era già avvenuto lo scorso luglio, quando oltre 100 bambini e bambine, al Museo Regionale di Messina, avevano portato in scena il frutto del lavoro svolto durante l’anno attraverso uno spettacolo teatrale e la presentazione dei prodotti multimediali realizzati insieme ai docenti. Un momento pubblico, di grande intensità, che aveva segnato l’incontro tra scuola e città. Ieri, quella esperienza è tornata a casa, arricchita di nuovi significati.

“Una Notte al Museo” ha dimostrato che educare insieme è possibile, quando scuola, territorio e terzo settore si riconoscono come parte della stessa comunità educante. Il museo, la scuola, la tecnologia e l’arte non sono stati strumenti separati, ma ponti: tra generazioni, tra saperi, tra il dentro e il fuori.

In un tempo in cui la povertà educativa rischia di diventare una condizione strutturale, questo progetto racconta un’altra possibilità. Quella in cui i bambini non sono destinatari passivi, ma protagonisti attivi, capaci di riappropriarsi del proprio territorio e di guardarlo con occhi nuovi.


 

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