Empatia, fiducia, disciplina, concentrazione e consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità. Lo sport non è solo movimento, ma è uno strumento di crescita e di inclusione, che aiuta a imparare come si seguono le regole, ma in un contesto informale di divertimento e maggiore libertà. Lo sanno bene i partecipanti al progetto Sport-AUT che, attivo a Catania, accompagna ragazzi e ragazze con autismo nel loro percorso di crescita e autoconsapevolezza; aiutandoli a socializzare e a navigare il mondo con più sicurezza, meno timori e una buona dose di allegria. Come? Attraverso lo sport.
Tra i punti di forza del progetto, c’è sicuramente la varietà delle discipline offerte – tra cui ippica, arrampicata, tennis e karate – ciascuna selezionata con criterio per dare ai ragazzi strumenti e skill diverse, ma con un unico filo conduttore, quello di un’inclusione reale, costruita giorno dopo giorno, un passo alla volta.
A lezione di cura
L’ippica è la disciplina più amata e richiesta dai ragazzi, grazie al rapporto speciale che si crea con il cavallo. Non si tratta solo di salire in sella e andare al galoppo, ma ogni sessione inizia con un momento dedicato all’attività di cura. Guidati dai coadiutori, i bambini imparano a nutrire e spazzolare il cavallo prima di cavalcarlo. Questo atteggiamento di dedizione si trasferisce dal rapporto con l’animale a quello con le persone, insegnando il valore del prendersi cura dell’altro. Inoltre, il contatto con l'animale aiuta a gestire l’imprevedibilità, migliorando le capacità di astrazione che spesso rappresentano una sfida per chi vive lo spettro autistico.
Costruire fiducia: imparare ad affidarsi agli altri
L’arrampicata è la disciplina della fiducia estrema. Per arrivare in cima, serve credere nell'istruttore che gestisce la corda e la sicurezza, capire che è lì per noi, per aiutarci e impedirci di cadere. I progressi osservati in questo frangente sono stati notevoli, i ragazzi hanno pian piano acquisito maggiore sicurezza, hanno imparato ad affidarsi agli istruttori, a socializzare con gli altri atleti presenti in sala, magari chiedendo consigli per migliorare.
Tennis: lezioni di concentrazione
Il tennis è un’attività complessa che insegna la pazienza, la concentrazione e a mettersi in relazione con l’altro, a fare gioco di squadra. Da un punto di vista fisico, è utile per l’equilibrio, il controllo posturale e la coordinazione occhio-mano. La sua natura ritmica e la routine degli esercizi sono elementi preziosi per ridurre lo stress e l'ansia.
Nell’ambito del progetto Sport-AUT, i ragazzi hanno potenziato la loro capacità di concentrazione. Se inizialmente faticavano a rimanere concentrati sul campo, distraendosi continuamente, nel corso delle settimane sono diventati più attenti, focalizzati per l’intera sessione di gioco. Il merito va anche agli istruttori, che hanno trovato la giusta comunicativa e implementato sistemi di “rinforzo positivo”, come premi o momenti di gioco libero, per gratificare l'impegno e la tenuta mentale dei ragazzi.
Credere in sé stessi: la forza del karate
Sul tatami del progetto Sport-AUT, il karate si rivela una disciplina essenziale per lo sviluppo della consapevolezza corporea e dell'autostima. La lezione segue una ritualità rassicurante che inizia e finisce con il saluto formale, aiutando i ragazzi a gestire i tempi di transizione e a ridurre l'ansia. Attraverso esercizi di riscaldamento sempre diversi, i ragazzi lavorano sulla psicomotricità e sull'equilibrio, migliorando il controllo posturale e la coordinazione. Anche qui, aspetto caratterizzante è l'integrazione: ogni bambino è affiancato da un maestro o da un compagno di squadra; in questo modo si favorisce una socializzazione basata sull'aiuto reciproco e sull'imitazione positiva. Infine, il momento del combattimento e la consegna di coppe e premi rendono questo sport una fonte di gratificazione, trasformando il successo sportivo in una profonda fiducia nelle proprie capacità.
Il fil rouge di Sport-AUT: inclusione e socializzazione
Ciò che tutte queste attività hanno in comune è quel filo conduttore di cui si parlava in principio, l’integrazione reale, che va oltre il concetto astratto e si cala nella pratica quotidiana. Ogni disciplina, infatti, è praticata in classi miste, in momenti in cui la sala è piena sia di ragazzi che fanno parte del progetto, sia di atleti esterni. In questo modo, si favorisce la socializzazione, si riducono le paure e si crea un contesto realmente inclusivo.
L’obiettivo di Sport-Aut è proprio questo, e guarda anche al futuro, perché il progetto si occupa anche della formazione di istruttori e operatori e dedica tempo prezioso all’ascolto e all’orientamento delle famiglie. Così facendo, si costruiscono e seminano buone pratiche e competenze, che saranno utili per coloro che arriveranno anche dopo la fine del progetto.
Sport-AUT è un progetto realizzato in co-progettazione con il Comune di Catania, da Fondazione Ebbene ETS, il partner Sportfund Fondazione Italiana per lo sport ETS e con la collaborazione della rete nazionale Sport for Inclusion Network. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato Regionale Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali, realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità.


