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Nasce Casa Ade: dove la cultura vince la violenza

09-02-2026 12:10

Redazione

News, Il Blog di Èbbene, Progetti dei centri,

Nasce Casa Ade: dove la cultura vince la violenza

L’Istituto Walden, socio di Fondazione Èbbene, apre le porte di Casa Ade, bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla comunità di Menfi.

L’Istituto Walden, socio della Fondazione Èbbene, apre le porte di Casa Ade, bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla comunità di Menfi. Sarà un luogo dedicato alla cultura e al territorio, con uno spazio riservato alla mediazione familiare, una piccola biblioteca per bambini e ragazzi, e un’area che potrà ospitare donne vittime di violenza. 

 

Lo scorso 31 gennaio una sentita e partecipata cerimonia di inaugurazione guidata da Lucia Alessi, assistente sociale della cooperativa Walden, ha descritto la storia e il futuro di questi spazi rigenerati. «Oggi siamo qui per inaugurare un nuovo spazio della cooperativa – ha esordito Michele Buscemi, presidente della cooperativa sociale Istituto Walden –, uno spazio che nasce dal riutilizzo di un bene confiscato e che ospiterà un nuovo progetto. Da oggi la nostra nuova casa, in cui combatteremo la violenza con il lavoro, la casa dei cooperatori e di tutti coloro che vogliono far sì che la cultura abbia la meglio sulla violenza».

 

La struttura è dedicata a due persone in particolare: «A Laura Papadia, giovane donna vittima di femminicidio – ha spiegato Buscemi. Il suo ricordo, insieme a quello di tutte le donne, sarà da stimolo per tutti noi per continuare il percorso di tutela delle persone più fragili che la cooperativa fa da oltre trent’anni, ma con uno stimolo in più. Casa Ade è però dedicata anche al professore Antonino Buscemi, anima della cooperativa, che insieme a tutti i cooperatori ha sempre portato avanti un progetto di crescita e di sviluppo, nonostante le grandi difficoltà. Oggi le difficoltà sono triplicate, ma con impegno, dedizione e spirito di sacrificio continuiamo a portare avanti una missione». 

 

L’iter per l’assegnazione del bene è stato lungo, è iniziato nel 2020, con un bando dell’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. La cooperativa ha partecipato e la domanda è stata accettata nel luglio del 2023, per arrivare all’avvio della fase di ristrutturazione nel 2025. Ma dopo tanto lavoro e, purtroppo, un atto vandalico contro la struttura, Casa Ade oggi ha tutto un altro aspetto. La struttura è costituita da spazi dedicati alla mediazione familiare e ai più giovani, con un angolo biblioteca pensato per ospitare presentazioni di libri ed eventi culturali; più un’area riservata alle donne vittime di violenza. Nell’impresa, la cooperativa si è fatta guidare dall’architetto Salvatore Gulino, del gruppo Vid’A, che ha immaginato spazi colorati e luminosi, accoglienti e caldi, mentre i complementi d’arredo per le camere da letto sono stati donati da Permaflex. 

 

La rinascita di Casa Ade, però, è solo all’inizio: «Oggi – ha aggiunto Michele Buscemi – con grande orgoglio e felicità posso anche comunicare che in noi ha creduto una fondazione nazionale che, a partire dalla primavera sosterrà il completamento della ristrutturazione, arricchita da un grande murale dedicato a Laura Papadia e a tutte le donne vittime di violenza, ma soprattutto ci sarà accanto nella costruzione di nuovi percorsi di inserimento lavorativo per le donne che ospiteremo».  

 

Casa Ade sarà un luogo in cui la cultura e la conoscenza diventano armi per combattere la violenza, al termine della cerimonia di inaugurazione, ognuno dei presenti ha donato un libro per costruire “la Biblioteca della casa”, tra storie per ragazzi, avventurose e formative, saggi su temi sociali, romanzi e grandi classici ogni storia incontrerà chi vivrà Casa Ade. 

 


 



 

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