Si è svolta Terra!, la prima festa nazionale di Alleanza Verdi Sinistra, pensata come un festival della ricerca e del pensiero, più che come una tradizionale festa politica. Un’occasione in cui si sono alternati interventi e confronti sui temi più urgenti della politica italiana ed europea.
Tra le voci più significative, quella di Marco Gargiulo, presidente del Consorzio Idee in Rete – partner della Fondazione Èbbene, che ha offerto una riflessione sul ruolo dell’economia sociale nello sviluppo europeo in un momento segnato da forti tensioni geopolitiche, economiche e sociali.
Gargiulo ha ricordato come l’Europa abbia finalmente riconosciuto l’economia sociale come ecosistema strategico, grazie all’Action Plan del 2021 e alla Raccomandazione del 2023. Secondo Gargiulo, l’Italia può giocare un ruolo da protagonista grazie a strumenti innovativi come l’amministrazione condivisa (art. 55 CTS) e il nuovo tavolo presso il MEF, configurandosi come un vero e proprio laboratorio europeo di buone pratiche.
L’economia sociale, ha sottolineato, non rappresenta un freno alla competitività, ma una proposta alternativa che mette al centro persone e lavoro, andando oltre la logica esclusiva del profitto.
Non mancano, tuttavia, le criticità: l’assenza di un Commissario UE dedicato, la prospettiva di tagli ai fondi per inclusione e coesione sociale nel bilancio 2028-2034, la frammentazione interna del settore e un ritardo culturale delle pubbliche amministrazioni, ancora poco preparate a utilizzare strumenti come procurement sociale e aiuti di Stato.
Per superare queste difficoltà, Gargiulo ha indicato cinque priorità strategiche:
- Una governance europea più forte, con un Commissario dedicato.
- Risorse e strumenti finanziari mirati.
- Investimenti nella formazione delle pubbliche amministrazioni e nell’amministrazione condivisa.
- Una narrazione pubblica più incisiva sull’economia sociale.
- Maggiore unità del settore, superando divisioni interne.
Nelle sue conclusioni, Gargiulo ha proposto una visione di lungo periodo: l’economia sociale come “ecosistema della pace”, capace di garantire sicurezza attraverso coesione, inclusione e riduzione delle disuguaglianze.
Il suo contributo rappresenta un invito a consolidare i risultati raggiunti e a rafforzare un pilastro fondamentale per un’Europa sostenibile, democratica e coesa.
