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Una casa per ricominciare, la Prossimità per ricostruire Storie “Invisibili”

28-11-2022 08:29

Redazione

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Una casa per ricominciare, la Prossimità per ricostruire Storie “Invisibili”

Nina, 52 anni e una nuova vita davanti grazie al progetto Una casa per ricominciare

 

 

 

 

A Lentini, il Centro di Prossimità di Fondazione Èbbene H&S accoglie donne a cui, dopo aver scontato la prima parte di pena in carcere, è consentito di stare fuori con una pena alternativa. In questo caso, l’inserimento nel progetto Una casa per ricominciare, finanziato dalla Cassa delle Ammende, ente del Ministero di Grazia e Giustizia, e coordinato da Uepe – Ufficio di esecuzione penale esterna. «La scelta di accogliere donne nasce principalmente dal tipo di attività che la nostra Cooperativa porta avanti con famiglie e bambini», racconta Gaia Barresi. 

 

Così è arrivata Nina, 52 anni appena compiuti (e adeguatamente festeggiati!), che dal carcere Pagliarelli di Palermo si è trasferita, a maggio 2022, in una delle strutture gestite da H&S a Lentini.

 

«Nina è di origine rumena, ha vissuto a Palermo con il suo compagno in una sorta di abitazione abusiva e lavorava come badante. Quando è stata scarcerata con questa pena alternativa, dopo due anni e mezzo, non sapeva dove andare. Non ha più notizie del suo compagno e non ha nessun legame qui. Ha lasciato un figlio di 24 anni in Romania e nessuno dei suoi familiari è a conoscenza di quello che le è successo. È un dramma nel dramma». Non solo quello dell’immigrazione, che ci restituisce la fotografia tragica di tante donne che vengono in Italia per cercare fortuna, ma anche quello della solitudine. «Già lì i rapporti con la sua famiglia non erano dei migliori, era considerata la “pecora nera”. Adesso, piano piano, sta recuperando i contatti, ma continua a mantenere il silenzio su questa vicenda».

 

Gli operatori di H&S lavorano sulla loro autonomia, aiutandole a trovare un domicilio e a farle uscire dalla loro condizioni di invisibili. «L’abbiamo sostenuta da subito per ricominciare la sua vita qui a Lentini: dai documenti – non aveva una carta di identità – ai controlli medici di base. Stiamo provando a farla inserire anche dal punto di vista lavorativo, perché Nina è una donna che dal punto di vista pratico ha molte risorse, è una che fa. Già in carcere si era distinta diventando responsabile della lavanderia e di conseguenza un punto di riferimento per tutte e quando è arrivata nell’appartamento che accoglie anche il progetto “Dopo di noi” è diventata subito la padrona di casa».

 

La sua esperienza di badante l’ha portata a prendere in mano la situazione, pulizia e ordine sono all’ordine del giorno! Ha messo le piantine, ha lavato tutto da cima a fondo, l’ha resa un luogo ancora più caldo e accogliente. E fa da supporto alle attività con i ragazzi con disabilità. «Stiamo valutando anche cosa potrebbe fare fuori dalla casa. È diventata anche utente del Centro di Prossimità e ora vogliamo attivarle un tirocinio formativo in un’azienda agricola. Insomma, Nina è ormai a tutti gli effetti parte della grande famiglia di H&S».

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