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26/06/2019, 17:01



Ritrovare-una-casa,-la-storia-della-famiglia-Pernice


 A Catania il successo di un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato



Quell’abbraccio tra la famigliaPernice, l’Assessore ai Servizi Sociali Giuseppe Lombardo eil Presidente di Fondazione Ebbene Edoardo Barbarossa davanti al portone di unanuova casa che guarda dal centro di Catania un futuro possibile, rende un po’meno amari i dati diffusi sull’emergenza abitativa.

Unafotografia, quella sulla povertà, caratterizzata da numeri in crescita esfratti incolpevoli. Incolpevoliperché il mancato pagamento dei canoni di locazione dipende da un mutamentodella condizione economica della famiglia per cause che non possono esserleaddebitate. Perdita del lavoro, chiusura di attività proprie, la crisi insomma.Famiglie con una vita normale che spesso in breve tempo perdono la capacità disostenersi, di fare pasti adeguati e continui, che perdono la loro casa.

Cosìè capitato alla famigliaPernice. 3 figli, il papà lavora saltuariamente e sempre meno, lamoglie casalinga e in 3 anni piombano in quella che tecnicamente viene definita"condizione di disagio abitativo". Maoggi grazie a un gioco di squadra tra privato sociale e Amministrazione iPernice vivono insieme, così come ogni famiglia dovrebbe. Hanno raccontato allastampa la loro storia, per diffondere un modello di collaborazione tra pubblicoe privato che crea energie positive per la comunità, specie per i più fragili.

«Sonocontento di essere qui oggi - ha dichiarato l’Assessore Lombardo - e raccontarela storia della famiglia Pernice, che trova finalmente respiro grazie a unacollaborazione con il Terzo Settore. La nostra Amministrazione sta lanciandosegnali importanti per contrastare l’emergenza abitativa, l’obiettivo è metterea sistema  tutte le risorse, ponendo alcentro di questa strategia l’Agenzia sociale per la casa, dove confluiranno le azionidi intervento che programmiamo anche attraverso una maggiore apertura con ilprivato sociale».

«Tuttoquesto è stato possibile grazie a un’Amministrazione attenta e disponibile -aggiunge - Edoardo Barbarossa, presidentedi Fondazione Ebbene -. Ogni giorno incontriamo famiglie che vivono incondizioni di estrema povertà e le accompagniamo verso un percorso diautonomia,  che parte dall’emergenza casama riguarda l’orientamento lavorativo e la formazione, per permettere allepersone di riprendersi la proprio vita e non essere più un peso nella società».

La storia. La famigliaPernice racconta che dopo un periodo di forte maltempo la loro casa diventainagibile, a nulla è servito allertare il proprietario che invece di daresoccorso procede con lo sfratto. IPernice si trovano all’improvviso per strada: il padre è ospitato aldormitorio il Faro mentre la mamma e i bambini vengono accolti in una casa diaccoglienza per donne vittime di violenza domestica. Quella che doveva essere una sistemazione temporanea diventa definitiva.

Serve una soluzione, una soluzione che sia frutto di un gioco di squadratra amministrazione e forze sociali. È il marzo 2019 quando Fondazione Ebbene con il suo centrodi prossimità Mosaico viene a conoscenza della situazione della FamigliaPernice e in quei giorni il  Comune diCatania pubblica l’"Avviso Esplorativo rivolto al Terzo Settore, conl’obiettivo di reperire alloggi ad uso abitativo da Concedere in locazionetemporanea ai cittadini in Emergenza Abitativa."

Fondazione Ebbene non ha immobili propri ma va alla ricerca di una casaper la famiglia Pernice. La soluzione alternativa arriva quando, ai servizi sociali si presentaun’altra fondazione, Santa Maria delLume che intende offrire il suo supporto mettendo a disposizione unimmobile di proprietà della stessa fondazione. Tuttavia non è disponibile adaffittare direttamente alla famiglia.

Ebbene diventa  il Garante dei Pernice che hanno altresì la possibilità di ricevere dal Comune 250,00 euro mensili da destinare alpagamento dell’affitto fissato per 425,00. La differenza la coprirà la Fondazione Ebbene che si intesta anche le utenze e reperisce il mobilionecessario e che complessivamente prenderein carico la famiglia e accompagnarla perché possa uscire da questa condizionedi povertà e dipendenza.

Oggii Pernice sorridono, nei loro occhi si leggono emozioni, stanchezza, speranza,voglia di ricominciare, partendo proprio da lì, da quell’appartamento piccolo econfortevole, per loro diventato un castello. Un castello pronto ad accoglierela spensieratezza dei più piccoli e la caparbietà di due genitori che non sisono mai arresi. Una storia a lieto fine che racconta una grande sinergia trapubblico e privato e che partendo daCatania vuole essere un modello da diffondere per contaminare.



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