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06/06/2019, 11:15



Emporio-della-Solidarietà


 Un carrello pieno di cibo gratis, ma anche di speranza, dignità e futuro



Lecce

Persostenere il progetto usa il codice FEB035

In via dellaFerrandina a Lecce si respira aria di Prossimità.Qui da ormai dieci anni - in un vecchio capannone trasformato in un"supermercato speciale"  - quasi 6500 famiglie hanno riempito i carrelligratis di cibo ma anche di speranza, futuro e riscatto sociale. È questo ilcuore dell’Emporio della Solidarietà,un progetto della Comunità Emmanuel e Centro di Prossimità di FondazioneEbbene, che assiste le persone in difficoltà, quelle che hanno perso il lavoro,quelle che vivono sul ciglio della strada, quelle che non arrivano a fine meseperché soffocate dalla terribile faccia della povertà.

Una storia semplice,comprendere come l’emergenza non sia soltanto aiutare qualcuno ma ricucire valoricome umanità e coesione sociale, lavorare affinché un territorio diventi bello,nell’accezione di accogliente per tutti ecostruire una società dignitosa da vivere. Perché dietro agli scaffali pieni dipasta e pane, tra i corridoi di quel "supermercatospeciale" e i sorrisi dei volontari che prestano servizio, ci sono storiedi persone che non riescono più a rimanere a galla e allora bisogna ripensarsicome una Comunità vitale dove Istituzioni, mondo produttivo e privato socialesono chiamati a co-progettare soluzioni reali per contrastare le Povertà.

Questa la missione dell’Emporio della Solidarietà,dotato di un software informatico che dialoga in tempo reale con le banche datidi tutti i Comuni e gli enti collegati al progetto, così le persone indifficoltà possono in poche ore ottenere una tessera con il credito e fare laspesa. Negli ultimi anni inoltre il "supermercato speciale" ha avviatoimportanti collaborazioni con altri punti vendita, permettendo alle persone diaccedere a prodotti sempre più diversificati e nutrienti (olio, formaggi ecarne) fino ad ampliarsi e integrare servizi aggiuntivi non meramente collegatiall’emergenza cibo.

All’Emporio arrivano infatti uomini disperatiche hanno perso tutto, giovani mamme con figli a carico, sono storie di rabbia,rancore, depressione. Di dolore. Tutti con lo stesso sguardo, perso e assente;hanno bisogno non soltanto di cibo ma di essere ascoltati, di recuperare quelbarlume di speranza in una società che li etichetta come numeri, "scarti" e noncome persone. E allora quei corridoi, quegli scaffali, quel capannone in viadella Ferrandina, si sono evoluti in qualcosa di diverso, un luogo di incontro,un punto di ascolto. Vengono effettuati screeningpersonalizzati da psicologi e assistenti sociali per comprendere i realibisogni delle persone, è stato avviato un serviziosocio-sanitario; ci sono corsi di formazione orientati all’inserimentolavorativo, laboratori di riciclo coinvolgendo soprattutto i ragazzi che esconodal carcere. C’è una Prossimità che da modello diventa risultato.

Persostenere il progetto usa il codice FEB035


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