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14/12/2018, 13:01



Il-ruolo-politico-dell’imprenditoria-sociale,-un’economia-che-genera-impatto


 Questo il cuore della XIX edizione dell’Happening della Solidarietà, che ha animato il cuore di Catania l’11 e il 12 dicembre



È dalla città di Catania, la più granded’Italia ad essere travolta da un dissesto finanziario di oltre 1,6 miliardi dieuro, che imprenditori sociali e cooperatori rivendicano il loro ruolopolitico, la loro posizione di intermediari e collettori tra entipubblici e cittadini per costruire un nuovo assetto sociale ed economicopartendo da un welfare che risponda alle esigenze e bisogni dellepersone.

È in questo quadro di crisi delle finanze e dei diritti, in cui entipubblici non riescono a garantire assistenza, l’asticella della povertàcontinua a crescere travolgendo in primo luogo i giovani, che l’Happening della Solidarietà, l’eventopromosso e organizzato dal Consorzio Sol.Co. per il XIX anno, ha offertodal Sud l’opportunità di ripensare allo sviluppo del Paese partendo propriodalla capacità di rivedere il ruolo dell’imprenditoria a "impatto sociale".

Due giorni di confronto serrato tra esperti, tanti casi d’impresa socialecoraggiosa e produttiva, oltre 600 partecipanti legati da un filo rosso: dare spazio ai giovani, investire sulla cultura, formazione, istruzione erimettere al centro il protagonismo delle persone.

"La comunità vive la sua più grande sconfitta -  ha dichiarato dichiara StefanoGranata, Imprenditore e Presidente Confcooperative Federsolidarietà-. Due milioni di giovaniitaliani non studiano, né lavorano, questo accade perché c’è una caduta deldesiderio: mancano le aspirazioni e i giovani non riescono a immaginarsi illoro futuro. È compito della cooperazione sociale affrontare oggi questagrande sfida. Ma bisogna partire da qui, dare fiato alle opportunità eriattivare quei sensori sociali per fare in modo che tutti possano farcela enon soltanto chi proviene da un contesto economico e sociale agiato".

Il primo bug sta nel sistema d’Istruzione e Formazione, ha sottolineato ilProf. Piero Dominici, DirettoreScientifico del Complexty Education Project, Università degli Studi diPerugia. "Scuola eUniversità  non garantiscono più una mobilità sociale verticale, sisono trasformate invece in agenzie di selezione, premiando soltanto chi ha unacondizione di partenza privilegiata. Per ridisegnare un nuovo welfare dobbiamodunque investire su formazione, ricerca, istruzione e non cadere nell’errore didare vita a sistemi e modelli che hanno funzionato in contesti completamentediversi".

Qual è dunque il ruolo dei cooperatori sociali? Come rispondere a questaemergenza sociale e offrire alla Pubblica Amministrazione occasioni di scambioper mettere in campo soluzioni concrete? "Smettere di essere erogatoridi risposte a bisogni rendicontabili ma operare da interpreti di questi bisognie costruire insieme alla Comunità percorsi virtuosi, che rispondano al temadell’inclusione sociale in tutte le sue sfaccettature", così Marco Gargiulo, Presidente ConsorzioNazionale Idee in Rete, rimette al centro la capacità di essere modelli.

E su questo piano Happening ha ospitato un’opportunità di confronto estudio (disertata dall’Assessorato regionale della Salute) su uno dei modellipiù avanzati di assistenza alle fragilità, quello del Caregiving familiare. Un campo ancora non normato dallo Stato cheinvece l’Emilia Romagna non solo ha regolamentato ma ha modellizzato conl’evidenza del benefici per chi viene assistito e per la comunità. A guidare ilCase study LoredanaLigabue, Direttrice "Anziani e non solo" e segretariadell’associazione CARER Caregiver Familiari regione Emilia Romagna: "Tuttisiamo o siamo stati caregiver - così ha esordito -  la cura significaguardare l’altro, la persona, in una logica inclusiva e non di discriminazioneo emarginazione. La cura è qualcosa di cui abbiamo bisogno tutti, cambial’intensità e le modalità ma è qualcosa che ci accompagna dalla nascita finoalla morte".

Vere e proprie emergenze sociali che non possono essere programmate egestite soltanto dagli enti locali. "Quella della disabilità è una battagliaculturale seria - ha affermato GiuseppeLombardo Assessore ai Servizi Sociali e politiche per la famiglia presente ingran parte dei lavori- perché da unaparte aumentano sempre di più le persone disabili dall’altra, invece, crescononuove tecniche efficienti. Bisogna però pensare a una logica dico-programmazione di respiro nazionale".

Ma il cuore di questo Happening sono stati certamente i giovani,protagonisti di una sessione a loro dedicata per mettere in campo energia etalento. 

"Inseguite i vostri sogni,perché dovete averli", così OrnellaLaneri, Presidente di Fondazione Oelle tra gli ospiti più appassionati diquesta edizione ha invitato a cercare l’unicità e trasformarla in lavoromettendosi in discussione. A farle da eco anche l’Assessore Barbara Mirabella che ha aggiunto "Questo spazio dovrebbe intitolarsi HappeningGiovani per la curiosità. Siate curiosi. Abbiate fame, è questo che smuove ilmondo".

Curiosità, contaminazione, formazione e voglia di fare, questi gliingredienti del confronto tra  200studenti e imprenditori giovani e disuccesso Alessandro La Rosa, Luca Reina, Mirko Viola, Francesco Stagno D’Alcontres, Carlo Leonardi, con la supervisione di Marco Romano, Università di Catania e Marco Aloisi Direttore e Fondatoredell’Harim - Accademia Euromediterranea di Catania.

E se veramente gli imprenditori sociali possono e devono riacquisire ilruolo di interlocutori per lo sviluppo oltre che "operatori" tutto passa per la contaminazionee la comunicazione. Happening si è chiuso proprio con una sessione dedicataalla comunicazione sociale e di prossimità per accendere i riflettori su comeil Terzo Settore si racconta e come creare notizie  a forte impattosociale. Confezionare storie, raccontare soluzioni e non soltanto problemi,formare gli operatori del settore e approfondire la notizia, sono gli strumentiche le No Profit devono adottare nelle loro strategie di comunicazione e cheforse porteranno a questa economia che cresce ad acquisire quel ruolo politicocapace di "ridisegnare il Welfare".


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