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13/06/2019, 10:12



Laboratorio-Lisca-Bianca,-navigare-nell’inclusione


 Un laboratorio di inclusione che coinvolgerà 10 ragazzi provenienti da un contesto di fragilità



10 giovani, 2 mesi di attività e lastraordinaria opportunità di costruire un’imbarcazione a vela in legno mettendo al centro i valori della collaborazione, solidarietà, senso diresponsabilità, amore per la natura. Enavigare in un mare di legalità e inclusione.

Sono queste le basi dellaboratorio Lisca Bianca, promossodall’omonima Associazione in collaborazione con Fondazione Ebbene e il suoCentro di Prossimità Mosaico, il Consorzio Sol.Co., l’Associazione C’era DomaniLibrino, Associazione Centro Studi Opera Don Calabria, l’Ufficio Distrettualedi Esecuzione Penale Esterna, Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni, LegaNavale Italiana di Riposto e la Parrocchia Nostra Signora del SantissimoSacramento.

Per otto settimane 10ragazzi - 7 giovani dell’USSM e UDEPE e 3 ragazzi del Polo Educativo VillaFazio di Librino - avranno la possibilità di vivere un’esperienza significativadi gruppo in un ambiente naturale (il mare) e in un contesto educativofortemente tutelato (la barca). I giovani coinvolti nel laboratoriorealizzeranno un’imbarcazione a vela di 3 metri in legno, Lia, sviluppando competenzenel settore della cantieristica navale e della lavorazione in legno. Si passeràdal taglio dei pezzi con macchinari specifici al loro assemblaggio grazie all’ausiliodi tutor e artigiani. E ancora resine e vernici per abbellire l’imbarcazionefino al collaudo che verrà effettuato durante la parte finale del laboratorio.

Lisca Bianca e ilprogetto sociale che va per il mare, alcuni accenni. Il progetto Lisca Biancavuole favorire l’inclusione sociale e lavorativa dei giovani che provengono dacontesti di fragilità. Il cuore dell’iniziativa è offrire ai giovani lapossibilità di sperimentare competenze prettamente legate al mondo dellacantieristica e lavorazione del legno, ma anche sviluppare capacità di problem solving ed essere in grado di lavorare inteam e per scadenze.

Maree legalità, un binomio possibile. Il progetto LiscaBianca si sviluppa in un contesto legato al tema del mare come una dimensione alternativa; una rottura con laquotidianità, un’occasione per abbandonare "la strada, la città" e lanciarsiverso nuovi orizzonti. Sperimentare e sperimentarsi in un contestocompletamente nuovo. Al contempo la barca rappresenta un piccolo mondo dove perstare in armonia occorre navigare insieme, condividere e rispettare delleregole. Insomma, creare un equipaggio pronto a godere della bellezza delviaggio ma anche capace di affrontare le intemperie del mare. La barca diventacosì una piccola comunità dove ognuno ha responsabilità e compiti da eseguirema anche un’occasione per mettere in campo talento ed energia e raggiungereobiettivi comuni.

Questo dunque loscenario su cui i dieci giovani coinvolti realizzeranno un’imbarcazione in legno e costruiranno il loro percorso di formazione e crescita per navigare in un mare di inclusione.
11/06/2019, 13:29



La-Famiglia-come-Bene-Comune


 Intesa trasversale alla seconda edizione del Festival Siciliano della Famiglia



Fondazione Ebbene tra i sostenitori del Festival Siciliano della Famiglia

Oltre 60 testimonianze, 25 organizzazioni, 9 sessioni studio, più di 20 ore di spettacolo e animazione, ma soprattutto un tema, quello delle politiche familiari,che nelle sue sfaccettature e declinazioni è diventato più concreto. Questo il senso del Secondo Festival Siciliano della Famiglia dal titolo "Per Servire, Servire", che si è concluso domenica 9 giugno Catania, chiamando a raccolta per tre giorni tutte le forze in campo, Istituzionali, associative e produttive per costruire un percorso che porti la Sicilia a identificarsi come territorio a misura di famiglia.

Un evento, un prodotto collettivo animato dalla vivacità delle organizzazioni aderenti al Forum delle Associazioni Familiari della Sicilia, che rivendicano il loro ruolo di connettori sociali tra i bisogni dei cittadini e gli enti locali invitando tutta la politica siciliana a creare un’intesa trasversale per il benessere delle comunità. Significativa la proposta avanzata dal Presidente del Forum Regionale Dario Micalizio, durante la tavola rotonda di sabato pomeriggio con i politici Bernadette Grasso, Giancarlo Cancelleri e Giuseppe Lupo. «Il Forum delle Associazioni Familiari della Sicilia è costituito da oltre 120 organizzazioni che rappresentano i corpi intermedi della società civile - spiega il Presidente -. Per tali ragioni chiediamo di partecipare ai tavoli tecnici della Regione, la nostra presenza rafforzerebbe il modello di co-progettazione tra Terzo Settore e Pubblica Amministrazione, solo così possiamo dare soluzioni reali alle esigenze dei cittadini».

La famiglia come Bene Comune. Accanto a un sistema ingessato caratterizzato da denatalità, crisi demografica, cervelli in fuga, crisi valoriale e difficoltà di conciliazione per le donne tra vita privata e lavoro, servono politiche per la famiglia che guardano al nucleo della società come fonte di benessere, diverse da quelle "sociali" che intervengono invece quando nel contesto familiare si evidenza una problematica. Insomma, un cambio di paradigma: considerare la famiglia come bene comune e risorsa vitale per lo sviluppo. Serve uno scatto di qualità, un comune denominatore da cui ripartire, andando oltre gli schieramenti e superando le logiche di partito, «un illuminismo della famiglia per stimolare processi culturali e partecipazione dal basso. Bisogna definire un metodo, come quello avviato a Trento, che consente di mettere a sistema tutti gli interventi a sostegno della famiglia», afferma Luciano Malfer Direttore dell’Agenzia per la Famiglia della Provincia Autonoma di Trento.

Un cambiamento culturale che guarda a Sud. Sulla scia dell’azione di promozione e sensibilizzazione avviata dal Forum già dallo scorso anno, diversi gli Amministratori siciliani che hanno aderito al Network  dei Comuni Amici della Famiglia, la rete dei Comuni che a livello nazionale intendono promuovere politiche per il benessere familiare sulla base del know-how sviluppato dalla Provincia autonoma di Trento. Interessanti le testimonianze dei Sindaci di Leonforte e San Gregorio di Catania, che dopo l’adesione al Network, hanno avviato un processo di cambiamento culturale che guarda allo sviluppo da un Sud da cui non sempre si deve fuggire. Modelli positivi a sostegno della famiglia, caratterizzati da asili nido, laboratori culturali e musicali in piazza, centri aggregativi giovanili, progetti per supportare le donne lavoratrici, che possono crescere e contaminare tutto il territorio siciliano a dimostrazione di come non servono risorse economiche per sviluppare sistemi family friendly ma uno "scatto culturale".

Temi e crisi valoriale, come ripartire dalla famiglia. A caratterizzare il Festival Siciliano della Famiglia è stato l’incontro e lo scambio tra le esperienze delle organizzazioni, che hanno scardinato il tema della famiglia su diverse sfaccettature e visioni. Giovani, Lavoro, Salute, Piani Famiglia Comunali, Educazione, Accoglienza, Anziani e Infanzia. Tra le sessioni quella forse più esemplificativa dedicata alla "Famiglia come risorsa educativa ed educante" dove docenti, pedagogisti e diverse espressioni religiose hanno discusso sul farraginoso rapporto tra scuola e famiglia e sulla crisi valoriale che ha investito le due agenzie educative.

Il cuore di questo momento nelle parole di Gigi De Palo, Presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari: «Possiamo raccontarci che la colpa di questa crisi valoriale sia di internet, della televisione, dei social network e dei giovani che non hanno interessi. Ma il vero problema è la sciatteria, la crisi educativa nasce da una nostra sfiducia nei confronti della vita. Abbiamo una mentalità perdente che si fonda su "tanto non cambia nulla" ».

«Dobbiamo approcciarci ai giovani con gli occhi della tigre - conclude De Palo - trasmettere loro energia, raccontare di quanto sia bello fare un figlio, costruire una famiglia e aiutare il prossimo. I nostri ragazzi saranno invogliati a mettere su famiglia non per convincimento ma per attrazione, cioè se vedono modelli di bellezza che funzionano, se vedono quanto siamo disposti a dare la vita per le nostre mogli o mariti. Bisogna essere buoni testimoni, aprire la finestra e far sentire il profumo del pane. Ritornare ad avere quel desiderio educativo perché tutto educa basta solo volerlo».

Il Festival tra presente e futuro. Il Festival si è concluso con la prestigiosa presenza del professore Ignacio Socias, dell’Università di  Navarra e Consulente Onu, che ha fotografato l’inverno demografico vissuto nei paesi più industrializzati. Commovente la testimonianza dei Giovani della Chiesa Evangelica e della Comunità Papa Giovanni XXIII, che hanno mostrato come famiglia significhi bellezza  e accoglienza.

Cala il sipario sul Festival, ma adesso si attendono i risultati delle promesse avanzate dalla politica siciliana, come quella dell’Assessore Regionale alla Famiglia Antonio Scavone, che durante la cerimonia d’apertura, ha sottolineato il suo impegno per riportare i diritti delle famiglie al centro delle politiche pubbliche e di sviluppo.

L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Siciliana, Assessorato regionale al Turismo, Assessorato regionale alla Famiglia, Provincia Autonoma di Trento, Comune di Catania, Comune di San Gregorio di Catania, Università degli Studi di Catania, Palermo e Messina.

Il Festival è realizzato grazie al sostegno di Fondazione Ebbene, Format Comunicazione in Circolo, BCC Credito Etneo, Keyover, Officine Culturali, Fondazione Sicilia, M. P.O. Service, FCE Ferrovia Circumetnea, La Tecnica della Scuola, Lego, Museo Diocesano, Gi.Sa, Snack Eventi. Media Partner: Ebbene Comunicazione, Radio Fantastica ed Etna Radio.

Associazioni aderenti: Family Party, ASA, Centro di Aiuto alla Vita, Orientamento Familiare, Alleanza Cattolica, Movimento dei Focolari, Medicare Onlus, Network Nazionale Comuni Amici della Famiglia, Rinnovamento nello Spirito Santo, La Bottega dell’Orefice, Labirinto a Colori, Movimento Cristiano dei Lavoratori, Comunità Papa Giovanni XXIII, Unione Ex Allievi "Don G.Martines", Associazione Nazionale Famiglie Numerose, One People, Centro di Ascolto per il Disagio, Protezione Civile "La Fenice di Catania", Meter Onlus, ACP, Acli, Famiglie per l’Accoglienza, Acme, Scienze e Vita, Camelos. 

10/06/2019, 18:16



Ricettiva…Mente


 23 ettari di terreno per contrastare la cultura dello scarto e riscrivere il futuro di 10 giovani disabili psichici



Ragusa.

Persostenere il progetto COD. FEB007

Ventitréettari di terreno per scrivere una storia dove i protagonisti, quelliconsiderati dalla società come scarti, quelli che affrontano ogni giorno milleostacoli per ritagliarsi il loro posto nel mondo, diventano attori -e non semplici spettatori - riempiendo le loro giornate di formazione, lavoro,apprendimento, coraggio. Di vita

È questo il cuore dell’azione di Prossimità della cooperativa sociale Terra Iblea, Centrodi Prossimità di Ebbene, che con il progetto Ricettiva...Mente vuole favorire l’inclusione sociale e lavorativa di"10 ragazzi speciali". 10 storie, 10 energie, 10 ragazzi che dal disagio psico-sociale ne hanno tratto la spinta perandare avanti e costruirsi il proprio futuro, la propria autonomia sociale elavorativa.

Ricettiva...Mente prende forma grazie al finanziamentoricevuto da Fondazione Con Il Sud; un progetto rivolto ai giovani condisabilità psichica di età compresa tra i 18 e 40 anni, che risiedono in unodei comuni del Distretto socio-sanitario 44 di Ragusa, e che dopo lasegnalazione da parte dei servizi sociali di competenza in accordo con ilDipartimento di Salute Mentale entrano a far parte di un percorso riabilitativo affiancati da uno staff multidisciplinare diprofessionisti.

Dai gruppi diappartamento per accompagnare i giovani verso un percorso graduale diautonomia ai laboratori occupazionali,che prevedono la cura di uliveto, carrubo, raccolta di asparagi e frutti e larealizzazione di un orto. E poi ancora corsidi apicoltura per conoscere tecniche e aneddoti per la produzione ecommercializzazione del miele, unafattoria didattica e un ristorante ISette Tornanti dove i ragazzi assistono lo chef, preparano la sala,accolgono i clienti e servono i piatti freschi dal retrogusto di Vita.

Un progetto ambizioso, quello avviato in Contrada Cillone a 3km dal Centroabitato di Ragusa Iblea, dove i ragazzi sperimentano percorsi reali di indipendenzae auto-imprenditorialità. Tutte le mattine infatti i giovani si prendono cura della struttura, maturando così un senso di appartenenza per quel luogo che nasceper contrastare la cultura dello scarto e rimettere al centro le persone contutta la loro energia e talento.

A breve al fondo Cillone nascerà inoltre la Reggia Trazzera unastruttura ricettiva, che sarà gestita dai ragazzi con la supervisione diprofessionisti; un’altra grande sfida per conoscere il mondo del lavoro,imparare a lavorare in gruppo, sviluppare capacità relazionali e di problemsolving. Un altro tassello di un modellodi Prossimità che nelle sue sfaccettature e forme diventa sempre più concreto.

Per sostenere il progetto COD. FEB007



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