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02/09/2019, 13:32



Etica-e-politica:-c’è-ancora-spazio?


 La riflessione del nostro Presidente Edoardo Barbarossa su InTerris



Il dibattito politico degli ultimi anni e, in particolare, dell’ultimo anno ha visto un progressivo distacco dai temi etici ed una progressiva marginalizzazione del cattolicesimo in politica. La politica fatta di slogan, annunci, piazze e social ha perduto irrimediabilmente ogni contatto con il mondo reale, assumendo le scelte senza una preventiva verifica dei bisogni del Paese. Si potrebbe obiettare che il Governo a guida Pd è stato attento ai diritti civili o che quello "giallo-verde" ha promosso il Reddito di Cittadinanza, ma su quale sentire popolare si sono basate queste scelte e, soprattutto, sono state scelte lungimiranti o mirate solo alla conquista di facile e immediato consenso?

A guardare bene la disaffezione - soprattutto delle giovani generazioni - per la politica e per il voto e la variabilità del consenso, si comprende facilmente come lo stesso sia orientato dalla "pancia", piuttosto che dal "cuore" o dal "cervello". In questo quadro generale, i temi etici sono stati quelli più penalizzati, ovvero strumentalmente utilizzati per nascondere un profondo vuoto di valori e di capacità. La realtà è che i pilastri fondanti la società per tanti secoli, si sono sgretolati ed hanno portato con se gli ideali politici che li sorreggevano.

Non c’è più un partito "etico", perché non c’è più nessuno che si ispiri ai principi che hanno costruito la nostra Democrazia, le battaglie sociali per conquistarla sono diventate meramente celebrative e non più capaci di alimentare il pensiero etico dei nostri governanti. Finché quei germi positivi sono rimasti vivi nel Parlamento o nel Governo, la coscienza critica si è alimentata. Ormai, purtroppo, non è più così. Il pensiero tramandato da uomini come Sturzo e De Gasperi, non ha più alcun significato per le attuali generazioni politiche. Cosa può dire oggi l’idea di cattolicesimo liberale, la sintesi perfetta fra pensiero cristiano e principi liberali di libertà civili e sociali. A coloro che vivono la politica in maniera "consumistica", nulla. Ma quella luce che si accese grazie alle conquiste post belliche, potrebbe riaccendersi presto.

Una politica che coinvolge i cittadini intorno alle loro esigenze reali e quotidiane, che li rispetta nel momento in cui deve ascoltarne lamenti e proposte, che rappresenta concretamente le loro esigenze portandole a sistema, che alimenta l’economia secondo criteri di giustizia e di equità sociale, torna ad essere un interlocutore credibile ed eticamente orientato. La parola "base", che oggi viene evocata per fare la claque nelle piazze o per premere un bottone on line, significa "fondamenta" e senza fondamenta nessuna costruzione può durare nel tempo. L’uomo politico diventa espressione dei cittadini se progetta e costruisce insieme la casa comune, se costruisce una città degli uomini "a misura d’uomo", se non gestisce deleghe in bianco.

Servono nuovamente luoghi veri, fisici e non virtuali, di formazione e di dibattito, scuole che implementino la capacità critica delle persone, che facciano [...] continua a leggere l’articolo, clicca qui.

Articolo scritto dal nostro Presidente Edoardo Barbarossa su InTerris.




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