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22/05/2019, 10:21



Si-è-chiusa-Biennale-2019,-si-è-accolta-la-Prossimità


 Taranto 2019 segna definizione e caratteristiche di un percorso di crescita collettiva e culturale



SI è chiusa domenica la terzaBiennale della Prossimità.

Oltre 700 persone impegnate aincontrarsi e scambiare, 17 promotori nazionali, 172 enti iscritti, 16 grandi temi di prossimità,40 ore di confronto su focus specifici, 54 ore di esibizioni con 328 artisti 28membri del comitato locale ma soprattutto una prossimità che nelle suesfaccettature e nei suoi volti è diventata più concreta.

A questo si affianca il lavoro del gruppo di ricerca. Tutto il percorso Biennale èaccompagnato dal lavoro di un team di ricercatori che hanno evidenziato alcunedelle caratteristiche delle azioni di prossimità. Il peso del finanziamentopubblico, anche se minore rispetto a quanto avviene nella gestione deiservizi,  è comunque presente esignificativo; ciò mette in evidenza che gli interventi di prossimità non sipongano in alternativa ma in partnership con l’ente pubblico, nella prospettivadi un’azione ispirata a principi di compresenza e collaborazione per losvolgimento di attività di interesse generale. Non a caso le miglioriesperienze di prossimità vedono coprotagonisti Enti di Terzo settore, imprese,istituzioni locali.

Spesso gli interventi di prossimità, pur radicati in storie uniche, sonal tempo stesso replicabili e riproducibili. Come spiegano i ricercatori,numerosi interventi di prossimità, non solo nell’ambito del welfare, tendono adessere presi ad esempio e riprodotti in varie parti del Paese. Dalle socialstreet agli empori solidali, dalle iniziative di contrasto allo sprecoalimentare a vantaggio degli indigenti, i modelli
che a Taranto si sono ritrovati -non hanno un marchio di fabbrica ma certamente una matrice comune e cresconoattraverso processi di imitazione e diffusione.

La partecipazione. A dare valore aBiennale non sono solo i numeri della partecipazione, ma la natura e lamodalità con cui si è declinata. Alle organizzazioni, alle persone e ai gruppiè stato chiesto di essere costruttori durante 18 mesi di un programma nel quale le singole identità organizzative si sono fuseper lasciare spazio a un progetto comune. Quell’Io trasformato in Noi, quel riconoscersi in un marchio,quella della Biennale della Prossimità, del quale non si rivendica lapaternità, ma la responsabilità comune di farlo crescere in coerenza edefficacia. Una Biennale che simbolicamente racconta la richiesta di uncambiamento culturale, rafforza il valore dei beni relazionali, rivendica lanecessità di un’economia circolare che rimetta al centro le comunità.

La rigenerazione. Nessuna sessione atema, ma una scelta precisa e cioè raccontare il valore della Prossimità nellarigenerazione degli spazi per la loro trasformazione in luoghi. In tanti,passeggiando per la Città Vecchia di Taranto, palcoscenico Biennale 2019,l’hanno vista in festa. Certo, nella città vecchia ad alcuni splendidi palazzisi affiancano aree ancora sottoposte a degrado, ma anche quest’ultime, percorsedalle attività e dal calore della Biennale, hanno acquisito una vita nuova.

Ed è così che ivicoli si sono trasformati in laboratori, la via Duomo che attraversa l’Isola èdivenuta un salotto dove chiacchierare, le piccole piazze hanno assunto laveste di sala prove per gli spettacoli teatrali che sarebbero stati messi inscena. A rendere straordinario tutto questo la sorpresa e il calore del sud,con le case che si aprivano per visiteguidate e i cestini con il caffè calati dai balconi per ristorare gliattori.

Questo fermento maanche questo calore e colore ha lasciato sognare un percorso imminente dirinascita di questa splendida area. Sperando che non si tratti dell’ennesimevoci destinate a smentirsi minando sempre più la fiducia degli abitanti, tuttolascia pensare che in pochi anni possano partire iniziative di investimento eriqualificazione, in cui, forse, il gruppo della Biennale potrebbe giocare unruolo attivo.

Visioni differenti. A caratterizzare i contenuti delle aree di scambio (partecipazione,carcere, cibo, giovani, povertà, salute, comunità, luoghi, lavoro,ecosostenibilità, ambiente, beni comuni, innovazione civica, inserimentolavorativo, housing, impresa e migranti) vi è stato l’incontro tra esperienzeportatrici di visioni e approcci differenti (poco consueti) allo stesso tema.Tra tutte forse quella più esemplificativa l’area dedicata ai "Comuni Fuori dalComune", dove  i rappresentanti diamministrazioni diverse provenienti da tutta Italia si sono lasciati guidare inun approccio pionieristico all’esercizio dell’azione amministrativa. 

Adottandoforme di co-programmazione  eco-progettazioni, si sono resi disponibili ad accettare la sfida dellaprossimità. Quella che certamente la Regione Puglia e il Comune di Tarantohanno accolto con Biennale 2019.

L’emozione. All’emozione diuno scenario diverso è stata dedicata l’ultima sessione, quella della domenicamattina. Non una valutazione, che coerentemente gli organizzatori faranno nelleprossime settimane, ma il racconto di cosa la Prossimità può determinare nellepersone. Emozione nella cena di strada che ha accolto commensali disposti acondividere chiacchiere e cibo, il profumo del "riso patate e cozze" che Mimma,anima coraggiosa e intraprendente della città vecchia ha fatto assaggiare aisuoi vicini di tavola, l’emozioni delle donne Tarantine che hanno insegnato agrandi e piccini venuti da fuori qualche passo di "pizzica" (danza tradizionale popolareoriginalmente diffusa nel Salento), gli occhi lucidi di chi domenica mattina hadetto di aver trovato un po’ di speranza nella prossimità che sta invadendol’Italia. Emozione che però ha lasciato spazio alprogetto, in perfetto stile Biennale. Floriana, che  ha vissuto Biennale rappresenta chiaramentequesta idea  "Ho avuto la contezza di quantacapacità, fantasia e determinazione si possa avere nel portare avanti progettie sogni e di quante possibilità abbia l’Italia per affermarsi positivamente".

Il Futuro. Biennaleriprenderà il so percorso di progettazione nei prossimi mesi, ma la pagina www.prossimita.netcontinuerà ad aggiornarsi con le tante iniziative collegate dedicate allaprossimità che a partire da Taranto si svilupperanno alla ricerca di una casaper biennale 2021 #staytuned



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