Diritto allo studio: per gli alunni con disabilità è ancora disatteso

29/08/2018, 01:43

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A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare segnala criticità e problemi: assistenza carente e barriere architettoniche, specialmente nelle regioni del Sud

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 A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare segnala criticità e problemi: assistenza carente e barriere architettoniche, specialmente nelle regioni del Sud



A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare segnala criticità e problemi che mettono a rischio il diritto allo studio degli alunni con disabilità, sancito dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità. 

Carenza di docenti di sostegno specializzati, mancata realizzazione di piani didattici personalizzati, ancora troppe barriere architettoniche nelle scuole, carenza di servizi di trasporto gratuito e di assistenza: sono queste le principali (solite) criticità. Tra pochi giorni oltre 250mila alunni con disabilità torneranno a scuola. Ad accoglierli ci saranno 139mila insegnanti di sostegno, più i 13mila recentemente stabilizzati dal Governo: ma secondo recenti dati FISH, mancano ancora all’appello circa 40mila posti di ruolo di docenti specializzati.

Le 13mila stabilizzazioni sono un intervento «senz’altro positivo ma non sufficiente a garantire continuità didattica e a fare in modo che tutti i bambini e i ragazzi con disabilità possano seguire le lezioni ogni giorno. Da recenti dati FISH circa l’80% degli alunni ha cambiato due insegnanti di sostegno nel corso dell’ anno e il 48% ne ha cambiati 3. Il 15% ne ha cambiati 4 e il 6% ha cambiato addirittura 5 insegnanti di sostegno nel corso dell’anno. Secondo la normativa vigente l’insegnante di sostegno è a pieno titolo docente di tutta la classe: ciò significa che la sua presenza è un valore per tutta la classe e non solo per lo studente con disabilità», dichiara Anna Mannara, consigliere nazionale UILDM e referente per i rapporti con il Miur.

Sono moltissime le segnalazioni che stanno arrivando all’associazione, come quella che riguarda Francesco, 12enne di Monza che a causa di una rara forma di distrofia ancora senza nome ha bisogno di una costante igiene personale ma non ha un assistente o un sollevatore a disposizione. O la storia di Simone, 13enne di Verona che, grazie a UILDM, è riuscito a partecipare alle gite scolastiche. Secondo il rapporto Istat "L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado" del 16 marzo 2018, il 7% degli alunni con disabilità nella scuola primaria e il 6% nella scuola secondaria di primo grado non è autonomo in una delle seguenti attività: spostarsi, mangiare, andare in bagno. Sempre secondo il rapporto Istat, si stima che tali alunni possano contare su circa 12,5 ore settimanali di assistente ad personam nelle scuole primarie e circa 11,5 ore in quelle secondarie. 

Nel Mezzogiorno tale aiuto si riduce drasticamente con un gap di oltre 3 ore rispetto alle scuole del Nord. «In molti casi l’insegnante di sostegno non basta», continua Anna Mannara: «laddove l’alunno non sia autonomo nella mobilità, nel mangiare o andare in bagno, deve poter contare del supporto fornito da un’altra figura professionale, l’assistente all’autonomia e alla comunicazione o assistente ad personam, figura professionale specifica riconosciuta e finanziata dagli enti locali».

Un tasto particolarmente dolente riguarda poi le ancora troppe barriere architettoniche nelle scuole. Secondo la Corte dei Conti, per l’anno scolastico 2017/2018 su un totale di 39.847 edifici attivi, più di 10mila non risultano in regola con la normativa sulle barriere architettoniche. Non a norma in particolare scale e servizi igienici soprattutto nelle scuole del Mezzogiorno e in generale scarsa presenza di segnali visivi, acustici e tattili nelle scuole di tutto il territorio nazionale. 

«È necessario costruire un impianto strutturale solido in cui le istituzioni si prendano cura degli studenti e collaborino con le associazioni per la realizzazione del diritto allo studio», sottolinea Marco Rasconi, presidente nazionale UILDM. «Attraverso i servizi sociali che già offre, UILDM si rende disponibile a dialogare con il mondo della scuola e con le famiglie per trovare soluzioni che permettano agli studenti di scegliere liberamente e di vivere l’esperienza scolastica in maniera positiva, come occasione di crescita e di possibilità per il futuro».



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