Urban Solid, un’esigenza comunicativa a sfondo sociale. Quando la scultura scende in strada e parla

10/07/2018, 13:39

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Quotidianità, satira, denuncia, questo il focus su cui puntano gli Urban Solid, artisti contro gli stereotipi che per i propri lavori usano solidi, sculture, ma anche altre tecniche, in continua sperimentazione

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 Quotidianità, satira, denuncia, questo il focus su cui puntano gli Urban Solid, artisti contro gli stereotipi che per i propri lavori usano solidi, sculture, ma anche altre tecniche, in continua sperimentazione



Imbattersi in graffiti e opere murali è ormai all’ordine del giorno quando si passeggia per le vie delle città. I muri, infatti, sono vere e proprie gallerie d’arte a cielo aperto ed ospitano diverse categorie di urban art, dalle opere commissionate ai graffiti spray e fuggi, ma questo mondo è ricco di sorprese e sfumature e gli Urban Solid sono una venatura di colore acceso in questo contesto artistico.

Alto Milanese, Busto Arsizio, ecco dove operano i due artisti, amici da una vita, Riccardo e Gabriele. E qui, nel loro studio, prendono vita le loro idee prima di prendere forma solida e venire piazzate nelle strade delle città italiane ed europee, più o meno conosciute.

"Il progetto e il nome Urban Solid nascono nel 2009" racconta Gabriele "Il tutto nasce da un’amicizia che dura fin dai tempi delle scuole elementari. Sia io che il mio socio Riccardo abbiamo frequentato Brera; lui il corso di pittura, mentre io quello di decorazione, avvicinandoci alla scultura durante questi anni universitari, scoprendo la voglia di sperimentare diverse tecniche."

È a Milano che iniziano a sperimentare e a creare la loro galleria urbana a cielo aperto, lasciando diversi solidi specie in zona Tortona e Porta Genova come, per esempio, i padiglioni auricolari che denunciano l’inquinamento acustico.

"Volevamo uscire allo scoperto. Volevamo dire la nostra opinione e l’idea di abbandonare solidi in giro per la strada era il nostro modo di comunicare il nostro pensiero: un’esigenza comunicativa a sfondo sociale."

Dal capoluogo lombardo alle grandi capitali europee il passo è breve. Il nome degli Urban Solid, così come le loro opere, è ben conosciuto ed apprezzato a livello internazionale. Parigi, il Lussemburgo, Londra, dalla quale sono da poco tornati, sono soltanto alcuni dei luoghi in cui i due artisti hanno fatto saggiare la loro creatività urlando contro il cielo.

Quotidianità, satira, denuncia, è questo che vogliono comunicare e questo arriva all’attento osservatore che, dopo una passeggiata all’ombra dei palazzoni o una pesante giornata lavorativa, è colto da questi messaggi forti su strada. Arte plastica che parla, che urla contro gli stereotipi, ecco una probabile definizione del loro lavoro. Solidi, sculture, ma anche altre tecniche, in continua sperimentazione ma, come conferma Gabriele "Abbiamo sempre usato le bombolette, specie per colorare le nostre opere, ma in strada esponiamo solo ed esclusivamente sculture prendendo ispirazione da tutto quello che ci è attorno ed è all’ordine del giorno: media e quotidianità."

Ma se la strada è la loro galleria a cielo aperto, non mancano le collaborazioni con gli spazi chiusi, come aziende e gallerie d’arte, sia in ambito locale, che europeo.

"Mostre ne facciamo, una delle ultime è stata quella organizzata a Villa Brentano di Busto Garolfo, per noi è un modo come un altro per farci conoscere ed esporre il nostro lavoro in ambienti chiusi. Abbiamo poi molti progetti e molte collaborazioni attive, come quella legata agli Urban Coin in cooperazione con un’azienda informatica di Busto Arsizio."

Quando si parla degli Urban Solid è impossibile non pensare alle loro opere più comuni e note: i manichini dei supereroi o a quelli di Adamo ed Eva. Gabriele, però, racconta di essere legato alle loro prime opere: "È difficile scegliere un’opera, dire a quale sei più legato, ma se ci penso un attimo direi le prime sculture, specie la testa che emerge dall’asfalto con le dita."



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