Oltre Voci, il talento dei giovani siciliani torna a incantare Catania

07/08/2018, 15:26

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Giovedì 9 agosto alle “Capannine” torna “La grande assente tour”.

Povertà e disuguaglianze sociali, il futuro a tinte fosche dell’Isola

03/08/2018, 17:01

Povertà-e-disuguaglianze-sociali,-il-futuro-a-tinte-fosche-dell’Isola

Livelli di povertà crescenti , anche tra chi lavora, giovani sempre più tagliati fuori dall’occupazione e trend di invecchiamento della popolazione assai preoccupante

Sud, non c’è crescita senza giovani e diritti

03/08/2018, 13:29

Sud,-non-c’è-crescita-senza-giovani-e-diritti

Pubblicato il rapporto Svimez 2018. Il mezzogiorno registra una lenta ripresa trainata da investimenti privati che sono cresciuti del 3,9%, ancora insufficienti quelli pubblici.

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07/08/2018, 15:26



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 Giovedì 9 agosto alle “Capannine” torna “La grande assente tour”.



35 ragazzi, 35 sogni, 35personalità - uniche e straordinarie - compongono "oltre Voci", progettoculturale e musicale che dalla Sicilia porta in tutta Italia il talento el’energia di questi giovani artistici che, diretti dal Maestro Paolo Li Rosi,rendono omaggio alla grande Mia Martini con lo spettacolo "La grande assente tour".

Dopo il successo delle scorsesettimane al Cortile Platamone, "La Grande assente" approda al VillaggioTuristico "Le Capannine" dove giovedì 9 alle ore 21 sarà possibile assistere aduna perfomance straordinaria e travolgente.

Lo spettacolo, ad ingresso gratuito, è stato interamente sostenuto daComer Sud S.p.A., Concessionaria Ufficiale di Vendita e AssistenzaMercedes-Benz e smart presente in maniera capillare su tutto il territoriosiciliano. Grazie all’impegno della famiglia Di Martino, noti imprenditoricatanesi, oggi l’azienda è leader nel settore automobilistico. Esperienza, Passione, Innovazione, Garanzia eQualità sono le "parole Chiave" di Comer Sud che ha deciso di sostenere ilprogetto per questi giovani talenti condividendo appieno i valori e lemotivazioni degli artisti.

"Metti in moto i tuoi sogni elasciati guidare" il claim di ComerSud che non può che augurare a questi giovani di realizzare i propri sognipercorrendo la strada migliore. 

La straordinaria e travolgentecarica dei cantanti e dei musicisti di "Oltre Voci" farà rivivere emozionisenza tempo ripercorrendo, attraverso maestosi arrangiamenti, i migliorisuccessi di Mimì. Da "Minuetto" a "Gli uomini non cambiano" passando per"Piccolo Uomo". Tanti i brani in scaletta che compongono uno spettacolo unico,ma soprattutto un progetto coraggioso, quello che "Oltre Voci" rappresentaaccogliendo alcuni dei migliori talenti siciliani e sostenendo i 35 artisti chehanno scelto di rincorrere un sogno chiamato "musica".

Ad aprire la serata alle 20.30  "L’arcobaleno delle #emozioni",performance teatrale messa in scena dai bambini che frequentano il PoloEducativo "Villa Fazio" di Librino.

Le tappe catanesi si inserisconoin un tour che, dopo le date siciliane, in autunno porterà le "Oltre Voci" ingiro per l’Italia. Il tour promosso dall’Associazioneculturale Musica e Oltre, con il contributo di Fondazione Ebbene eCappellani Music Megastore, farà tappa in Sicilia anche a Chiaramonte Gulfi(Ragusa) il 12 Agosto, Mineo (Catania) il 18 Agosto e Lentini (Siracusa) il 19Ottobre.

L’ingresso all’evento èlibero. 

Per info sullo spettacolo:
3337501542 
o visita la pagina ufficiale del maestro 
03/08/2018, 17:01



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 Livelli di povertà crescenti , anche tra chi lavora, giovani sempre più tagliati fuori dall’occupazione e trend di invecchiamento della popolazione assai preoccupante



Palermo, 3 agosto 2018

Livelli di povertà crescenti , anche tra chi lavora, giovani sempre più tagliati fuori dall’occupazione e trend di invecchiamento della popolazione assai preoccupante; è la fotografia di una Sicilia sempre più fanalino di coda del Mezzogiorno e del Paese intero. Non meraviglia, dunque, che il numero di persone che beneficiano del Reddito di inclusione, misura di contrasto alla povertà assoluta, sia il secondo più alto in Italia.

"I dati del I semestre 2018 , resi noti dall’Osservatorio statistico dell’Inps ed aggiornati al 19 luglio, registrano per la Sicilia una platea di quasi 64.000 nuclei familiari percettori di ReI a cui si aggiungono 10.209 nuclei che beneficiano della precedente misura, il Sostegno all’Inclusione Attiva, per un numero complessivo di 250.298 persone coinvolte, con un importo medio mensile percepito di 326 euro" dichiara Rosanna Laplaca, portavoce dell’Alleanza contro la povertà in Sicilia, il cartello di 20 soggetti di parti sociali, terzo settore e Anci Sicilia.

Sicilia e Campania da sole coprono il 53% del totale delle persone coinvolte ed esattamente la metà delle famiglie che in Italia versano in condizioni di povertà assoluta; di queste famiglie oltre la metà presenta minori e il 18 % disabili all’interno del nucleo. 

"Appare assai evidente - afferma Rosanna Laplaca- la stretta correlazione tra disoccupazione, condizioni di lavoro e arretratezza economica e l’alta percentuale di richieste di sostegno al reddito e certamente si tratta di un rapporto destinato a salire per effetto del carattere di "universalità" della misura, con il venir meno dal primo luglio dei requisiti familiari. Per le domande presentate già dal primo giugno di quest’anno, infatti, gli unici requisiti da soddisfare sono quelli reddituali, di cittadinanza e di residenza con un notevole allargamento della platea dei beneficiari in regioni come la Sicilia con un elevato tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile."

La fase di attuazione del ReI e dei livelli essenziali delle prestazioni definiti con il Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà , pubblicato in G.U. il 6 luglio scorso, rappresentano un’opportunità da cogliere per il Governo regionale per la costruzione di quella infrastruttura sociale indispensabile per generare processi di vera inclusione in un territorio fortemente segnato da disagi e fragilità sociali.

"Auspichiamo - continua Rosanna Laplaca - che dopo la pausa estiva il Governo regionale mantenga l’impegno assunto con l’Alleanza contro la Povertà Siciliana e attivi un concreto percorso di costruzione condivisa e partecipata verso il Piano regionale di lotta alla povertà, che individui le modalità di organizzazione della rete dei servizi territoriali, della gestione e divulgazione dei Punti di accesso nelle aree metropolitane come nei piccoli comuni, della presa in carico delle famiglie attraverso le équipe di professionisti e l’attivazione di strumenti di inclusione sociale e lavorativa: occorre una svolta culturale in materia di welfare e un cambio di paradigma che ponga la persona al centro con le sue reti di relazioni familiari e comunitarie, in grado di riorganizzare servizi e risorse con una visione strategica di sviluppo e di futuro per la Sicilia."

Alleanza contro la povertà in Sicilia


03/08/2018, 13:29



Sud,-non-c’è-crescita-senza-giovani-e-diritti


 Pubblicato il rapporto Svimez 2018. Il mezzogiorno registra una lenta ripresa trainata da investimenti privati che sono cresciuti del 3,9%, ancora insufficienti quelli pubblici.



Pubblicati i dati dell’associazione per lo sviluppo dell’industria del mezzogiorno. La crescita dell’economia meridionale nel triennio 2015-2017 ha solo parzialmente recuperato il patrimonio economico e anche sociale disperso dalla crisi nel Sud. Ripresa trainata dagli investimenti privati, manca il contributo della spesa pubblica. Forte disomogeneità tra le regioni del Mezzogiorno: nel 2017, Calabria, Sardegna e Campania registrano il più alto tasso di sviluppo. Più occupazione ma debole e precaria. L’ampliamento del disagio sociale, tra famiglie in povertà assoluta e lavoratori poveri. Nuovo dualismo demografico: meno giovani, meno Sud. La limitazione dei diritti di cittadinanza, il divario nei servizi pubblici.

Nel 2017 il Mezzogiorno ha proseguito la lenta ripresa ma in un contesto di grande incertezza rischia di frenare. Il PIL è aumentato al Sud dell’1,4%, rispetto allo 0,8% del 2016. Ciò grazie al forte recupero del settore manifatturiero (5,8%), in particolare nelle attività legate ai consumi, e, in misura minore, delle costruzioni (1,7%). La crescita è stata solo marginalmente superiore nel Centro-Nord (+1,5%).

La ripresa è trainata da investimenti provati che sono cresciuti del 3,9%, consolidando la ripresa dell’anno precedente: l’incremento è stato lievemente superiore a quello del Centro-Nord (+3,7%). Preoccupante, invece, la contrazione della spesa pubblica corrente nel periodo 2008-2017, -7,1% nel Mezzogiorno, mentre è cresciuta dello 0,5% nel resto del Paese.

Il triennio di ripresa 2015-2017 conferma che la recessione è ormai alle spalle per tutte le regioni italiane, e tuttavia gli andamenti sono alquanto differenziati. Il grado di disomogeneità sul piano regionale e settoriale, è estremamente elevato nel Mezzogiorno. Nel 2017, Calabria, Sardegna e Campania sono le regioni meridionali che fanno registrare il più alto tasso di sviluppo, rispettivamente +2%, +1,9% e +1,8%. Si tratta di variazioni del PIL comunque più contenute rispetto alle regioni del Centro-Nord, se confrontate al +2,6% della Valle d’Aosta, al +2,5% del Trentino Alto Adige, al +2,2% della Lombardia.

Il ritmo di crescita è del tutto insufficiente ad affrontare le emergenze sociali nell’area. Anche nella ripresa si allargano le disuguaglianze: aumenta l’occupazione, ma vi è una ridefinizione al ribasso della sua struttura e della sua qualità: i giovani sono tagliati fuori, aumentano le occupazioni a bassa qualifica e a bassa retribuzione, pertanto la crescita dei salari risulta "frenata" e non in grado di incidere su livelli di povertà crescenti, anche nelle famiglie in cui la persona di riferimento risulta occupata. Il divario nei servizi pubblici, la cittadinanza "limitata" connessa alla mancata garanzia di livelli essenziali di prestazioni, incide sulla tenuta sociale dell’area e rappresenta il primo vincolo all’espansione del tessuto produttivo.

Nel Mezzogiorno si delinea una netta cesura tra dinamica economica che, seppur in rallentamento, ha ripreso a muoversi dopo la crisi, e una dinamica sociale che tende ad escludere una quota crescente di cittadini dal mercato del lavoro, ampliando le sacche di povertà e di disagio a nuove fasce della popolazione. Il numero di famiglie meridionali con tutti i componenti in cerca di occupazione è raddoppiato tra il 2010 e il 2018, da 362 mila a 600 mila (nel Centro-Nord sono 470 mila). Il numero di famiglie senza alcun occupato è cresciuto anche nel 2016 e nel 2017, in media del 2% all’anno, nonostante la crescita dell’occupazione complessiva, a conferma del consolidarsi di aree di esclusione all’interno del Mezzogiorno, concentrate prevalentemente nelle grandi periferie urbane. 

Si tratta di sacche di crescente emarginazione e degrado sociale, che scontano anche la debolezza dei servizi pubblici nelle aree periferiche. Preoccupante la crescita del fenomeno dei working poors: la crescita del lavoro a bassa retribuzione, dovuto a complessiva dequalificazione delle occupazioni e all’esplosione del part time involontario, è una delle cause, in particolare nel Mezzogiorno, per cui la crescita occupazionale nella ripresa non è stata in grado di incidere su un quadro di emergenza sociale sempre più allarmante.

Nel 2017 la popolazione italiana ammonta a 60 milioni e 660 mila unità, in ulteriore calo di quasi 106 mila unità. È come se sparisse da un anno all’altro una città italiana di medie dimensioni. La popolazione diminuisce malgrado aumentino gli stranieri: nel 2017 il calo è stato di 203 mila unità a fronte di un aumento di 97 mila stranieri residenti. Il peso demografico del Sud diminuisce ed è ora pari al 34,2%, anche per una minore incidenza degli stranieri (nel 2017 nel Centro-Nord risiedevano 4.272 mila stranieri rispetto agli 872 mila stranieri nel Mezzogiorno).

Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati. Anche nel 2016, quando la ripresa economica ha manifestato segni di consolidamento, si sono cancellati dal Mezzogiorno oltre 131 mila residenti. Tra le regioni meridionali, sono la Sicilia, che perde 9,3 mila residenti (-1,8 per mille), la Campania (-9,1 mila residenti, per un tasso migratorio netto di -1,6 per mille) e la Puglia (-6,9 mila residenti, per un tasso migratorio netto pari a -1,7), quelle con il saldo migratorio più negativo.



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