scopri

logo

facebook
twitter
youtube
Ebbenegrey1

Seguici su

©2019 Fondazione Ebbene P.IVA  05459640875 CF 93181480877

scopri

19/04/2019, 18:20



Auguri-di-Buona-Pasqua-da-Fondazione-Ebbene


 Auguri di una serena Pasqua



"Non consultarti con letue paure, ma con le tue speranze ei tuoi sogni. Non pensate alle vostrefrustrazioni, ma al vostro potenziale irrealizzato.Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi èancora possibile fare"  (Papa Giovanni XXIII).

Con l’augurio che queste festività Pasquali aiutinoa comprendere il meraviglioso dono della vita e riscoprire il valore el’essenza di ogni essere umano.

Buona Pasqua da Fondazione Ebbene.
15/04/2019, 15:49



L’economia-circolare-rigenera-le-Persone


 Dal Blog Proximity di Edoardo Barbarossa, per Vita Non Profit



È facile pensare alle economie circolari che danno nuova vita agli scarti, oggetti che hanno chiuso il loro ciclo vitale e si rinnovano nella loro funzione. Sembra invece complicato operare in analogia se lo scarto della comunità è una persona.

Il nostro è un tempo in cui la dignità e i diritti della persona vengono "monetizzati", prescindendo dalle ragioni per cui quella persona si trova ai margini e difficilmente si indicano strade che producano un cambiamento di vita e di relazioni.

Questa "visione" di Welfare è destinata al fallimento. E’ insostenibile per qualsiasi economia pubblica e incrementa la cultura dello scarto invece di combatterla.

L’esperienza di prossimità che porto avanti ormai da trent’anni e, più significativamente, da dieci, mi consegna una riflessione chiara, serve sostituire la dimensione quantitativa con quella qualitativa e solo il coinvolgimento delle persone più fragili può far germogliare il seme della generatività.

C’è una priorità, dunque, ricostruire un sano pensiero comunitario, una nuova identità di popolo pensante, di società che esprime cultura, di comunità che si unisce per uno scopo. Il raggiungimento di questo obiettivo passa dalla capacità di connettere le persone, una capacità che si implementa con la conoscenza, una conoscenza che si implementa con la solidarietà, una solidarietà che si implementa con la prossimità.

Si tratta, in fondo, di mettere in moto il principio di Economia circolare. Un’economia pensata per potersi rigenerare da sola; un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi riducendo al massimo gli sprechi declinandolo intorno alle persone, cosi che gli «scarti» diventino «nuova umanità».

È la quarta fase del welfare, il welfare generativo che si fonda su una visione che pone la centralità del sistema sulla Persona, individuo e membro di una rete di relazioni, piuttosto che sulla semplice suddivisione per tipologia di servizi necessari per categorie omogenee.

Il "nuovo welfare" si caratterizza come sistema per l’emersione, lo sviluppo e la valorizzazione delle potenzialità di ciascuno, piuttosto che come ambito a cui è affidato il compito di alleviare i disagi delle persone in difficoltà. Per questo mettiamo al centro di ogni intervento le risorse umane che ciascuno può mettere in campo e non la tipologia di disagio di cui è portatore.

Per ogni persona, essere protagonista della costruzione della propria vita, nonché assumersi responsabilità nel contesto familiare, comunitario e sociale costituisce una cosa profondamente diversa rispetto a ricevere quanto serve per sopravvivere come "assistito".

La strategia è quella della circolarità e della mutualità attuata attraverso reti territoriali d’intervento che, mosse e promosse con e per i cittadini, mettono insieme tutte le opportunità che sinergicamente i cittadini, il privato sociale organizzato e le Istituzioni possono mettere in campo.

Un meccanismo di "promozione dal basso" e diretto coinvolgimento dei beneficiari nelle azioni che possono rispondere ai loro bisogni.

La leva di questa strategia spesso è la Riqualificazione di luoghi "sensibili" con azioni di prossimità, che promuovono nuove forme di partecipazione civica e sensibilizzano i cittadini e le famiglie a diventare protagonisti della cambiamento, della rigenerazione dei luoghi che abitano.

È tempo di investire di nuovo sulle persone, sul vero "capitale sociale" delle Comunità, un investimento che si nutre di conoscenza e di fiducia, un’economia che rimette al centro le persone che da scarti diventano protagonisti di nuova vita.

11/04/2019, 11:01



Dove-eravamo-rimasti?


 Presentato ai rappresentanti delle organizzazioni del Terzo settore il programma di rilancio di Vita



A quasi due anni dall’ultima riunione (vedi news) è tornato a incontrarsi il Comitato editoriale di Vita. Il tavolo dei rappresentanti delle circa sessanta associazioni che accompagnano il lavoro della squadra di Vita. Un’occasione per fare il punto dopo l’accoglimento da parte del Tribunale di Milano della domanda di concordato per gettare uno sguardo sul futuro.

Riccardo Bonacina ha introdotto la riunione con un ringraziamento a quanti in questi mesi hanno continuato a dare fiducia e a credere nella mission di Vita e sottolineando come il dialogo mai interrotto con le associazioni di riferimento sia stato un sostegno nei mesi di crisi e che si è tradotto in una «crescita di Vita in questi due anni, più abbonati e più pagine viste sul sito». Tutto questo ha continuato «non sarebbe stato possibile senza il vostro apporto di contenuti e di storie e il vostro sostegno, come organizzazioni che ci avete rinnovato la fiducia pur a fronte di un destino incerto e come singoli che hanno aderito alla campagna #iostoconvita con atti individuali e messaggi che ci hanno commosso». 

Un sostegno che ha permesso quindi a Vita di crescere e anche il riconoscimento del concordato che «era un obiettivo, ma non il punto di arrivo, perché per noi questa è una ripartenza», ha sottolineato ricordando il cambio generazionale attuato un anno fa con il passaggio di testimone alla direzione di Stefano Arduini e con il nuovo obiettivo che è quello di trasformare Vita in un’impresa sociale. «In un cammino che è importante fare insieme così da meglio rappresentare le nostre ragioni. Perché da 25 anni Vita è una piattaforma capace di mettere insieme un pezzo di società che vuole convincere tutti che le sue pratiche costruiscono un mondo migliore», ha aggiunto Bonacina lanciando le nuove sfide che sono di Vita e di tutto il mondo del Terzo settore e che si riassumono in tre parole: democrazia, inclusione e sostenibilità economica, ambientale e sociale. 

Saranno queste le coordinate «per tutto ciò che riusciremo a mettere in campo, sarà il terreno di ciò che riusciremo a costruire. Nonostante ci sembri usurata queste parola nelle sue tre declinazioni ci chiede il coraggio del cambiamento. Da come costruiamo i nostri budget a come immaginiamo partnership a come misuriamo l’impatto delle nostre azioni», ha concluso.

Fabrizio D’Angelo ha raccontato come Vita si stia trasformando in una platform company, ovvero una piattaforma di innovazione. Un cambiamento di obiettivi e struttura che sfruttando le competenze di comunicazione favorisca la declinazione dei saperi che Vita ha come patrimonio oltre che nel sito e nel magazine anche in una serie di servizi e prodotti che possano andare a vantaggio sia del mondo del Terzo settore sia di quello profit, entrambi chiamati alla sfida della trasparenza e dell’innovazione. 

Ri-branding, prodotti editoriali per terzi e speciali nell’ottica di un’informazione al Terzo settore e per il Terzo settore, senza dimenticare il tema della formazione e quello fondamentale della rendicontazione e della valutazione d’impatto. Due numeri sono stati il punto di partenza dell’intervento del direttore responsabile Stefano Arduini: il +3,5% degli abbonamenti e il + 25% registrato tra gli utenti del sito. «Come ci siamo arrivati?» si è chiesto. La risposta è che i risultati sono il frutto di una grande alleanza «fra i professionisti della comunicazione sociale e i protagonisti del fare sociale»

Arduini ha sottolineato come come Vita magazine sia divenuto sempre di più «lo spazio in cui i protagonisti del fare sociale hanno voce e spazio». Ai membri del comitato è stata poi presentata la programmazione dei prossimi numeri del mensile e delle tematiche che potranno essere al centro di tavoli verticali così da valorizzare una delle funzioni di Vita cresciute in questi anni il suo «essere un think tank indipendente e atipico», come ha ricordato Arduini Moltissimi gli interventi dei rappresentanti presenti che hanno incrementato i temi e gli argomenti che potranno essere al centro del lavoro dei prossimi mesi sia del comitato sia della redazione.



12397

News

Tavoladisegno10
Contrastoallepovert
Rigenerareeriqualificareglispazi
Progettiperigiovani
Create a website